L’arrivo della primavera porta con sé una serie di cambiamenti che possono avere un impatto significativo sul benessere mentale e fisico, specialmente negli adolescenti. Le temperature più miti, la fioritura della natura e l’aumento delle ore di luce solare che in particolare, stimola la serotonina, “l’ormone del buonumore”, possono, infatti, infondere un senso di ottimismo e di positività, invogliando gli adolescenti a trascorrere più tempo all’aperto e aumentando di conseguenza, i livelli di energia, la voglia di essere più attivi e di fare attività fisica all’aperto, coltivando allo stesso tempo anche le connessioni sociali. Le attività all’aperto, come passeggiate, sport e giochi, offrono, in particolare, una vera e propria valvola di sfogo per le tensioni accumulate, riducendo in tal modo, ansia e stress e migliorando l’umore nei ragazzi. Di questo e molto altro ancora, ne parliamo con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, la quale, sempre in questa intervista, affronta il concetto di “Psicologia stagionale”, ovverosia: le stagioni sembrano essere una fonte fondamentale di variabilità nel modo in cui le persone, pensano, sentono e si comportano di conseguenza.

𝗗𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗮𝘁𝘁𝗶𝗻𝗶, 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗹’𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗽𝘂ò 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶?
Gli effetti benefici sugli adolescenti sono sia a livello fisico, che mentale. L’aumento delle ore di luce stimola la produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”, e altri neuromodulatori che favoriscono il benessere emotivo e contrastano la tristezza maggiormente prevalente nei mesi invernali. La luce naturale e le temperature più miti possono favorire un aumento dell’energia, della motivazione e del desiderio di socializzare. Quasi un secolo fa, in un articolo sul fattore stagionale nella cultura umana, Robert Thomson scrisse che le stagioni avevano un effetto così potente sul comportamento delle tribù nomadi che, se osservate durante le diverse stagioni, queste persone sembravano essere, addirittura, persone completamente diverse e coniò il termine “Psicologia stagionale”, che merita senz’altro attenzione.
𝗣𝗼𝗰𝗼 𝗳𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝗻𝗮𝘃𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 “𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲”, 𝗽𝘂ò 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝗿𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻’𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲?
Le stagioni sono non sono solo una questione meteorologica, poiché includono cambiamenti caratteristici di luce solare, temperatura e precipitazioni. Nelle regioni temperate, il ciclo annuale in genere è di quattro stagioni.
Fatta eccezione per chi soffre di disturbi dell’umore, sindromi bipolari e depressione stagionale (SAD) come riportato nell’interessante pubblicazione di Sadaf Munir, Seasonal Affective Disorder del 2025, i cui tassi di prevalenza variano dall’1% al 10% con variazioni osservate in molti paesi; la primavera può avere degli effetti positivi sugli adolescenti e sulle persone in generale. La primavera è un anticipo dell’estate e della fine della scuola, infonde energia e speranza.
𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮, 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲, 𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗶ù 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝗺𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶, 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗿𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶, 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮 𝗮𝗹 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼?
Il cambiamento di stagione può risvegliare la creatività e il desiderio di nuove esperienze. Questo periodo diventa un’opportunità per gli adolescenti di sperimentare nuove attività, coltivare interessi e rafforzare le relazioni amicali. Con le sue giornate più lunghe e il clima mite, crea un contesto favorevole alla socializzazione. Per gli adolescenti, che vivono una fase della vita in cui il gruppo dei pari assume un’importanza centrale, il trascorrere del tempo all’aperto con amici e anche i familiari può rafforzare i legami e contribuire allo sviluppo di competenze relazionali. La qualità delle relazioni ha un impatto significativo sulla gestione dello stress e delle emozioni. Le relazioni positive e gratificanti con coetanei e familiari possono agire come fattore protettivo contro l’isolamento e il disagio emotivo.
𝗟𝗼 𝗦𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗽𝘂ò 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝘃𝗲𝗿𝗮, 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗿𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂𝘁𝘁𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗹 𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝗼? 𝗘 𝗹’𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗽𝘂ò 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮𝘁𝗼, 𝗮 𝗦𝘂𝗼 𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝗼, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝗶𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 “𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝗼 “𝗼 “𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼”?
Uno studio pubblicato su Applied Psychology: Health and Well-Being, evidenzia come l’esercizio in contesti naturali sia associato a un maggiore incremento del benessere psicologico rispetto all’attività fisica svolta in ambienti al chiuso o urbani. I partecipanti agli studi riportavano livelli di energia più alti, riduzione dello stress e miglioramento dell’umore dopo aver praticato sport all’aperto, soprattutto in ambienti verdi. Per gli adolescenti, questa differenza può essere ancora più significativa. Questo studio recente dimostra che bisogna favorire l’attività fisica all’aperto e è particolarmente possibile, quasi spontaneo, con la primavera quando gli adolescenti lo fanno istintivamente. L’influenza dell’ambiente in cui si svolge l’attività fisica sui risultati di salute psicologica ha ricevuto anche un notevole interesse da parte dei ricercatori negli ultimi anni. In particolare, gli studi hanno dimostrato come l’attività fisica, svolta in un ambiente naturale, ‘green exercise’ (esercizio verde) abbia maggiori effetti benefici psicofisici rispetto all’attività fisica svolta in ambienti al chiuso, come le palestre al coperto.
𝗠𝗼𝗹𝘁𝗶 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶 𝘀𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗲 𝘀𝘂𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗶𝗰𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮𝘃𝗶𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲, 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶?
Si, certamente e non se ne parla mai abbastanza, mettendo necessariamente l’accento sulle difficoltà, i disturbi e il disagio psicologico su cui è sempre bene mantenere viva l’attenzione e non abbassare mai la guardia. È importante però mettere l’accento anche sul benessere che i cambiamenti stagionali possono procurare. Numerosi studi mostrano come soprattutto per chi vive in città, l’attività fisica in un ambiente naturale siano una vera e propria terapia per ansia, rabbia, ostilità e che favorisca il recupero di energia fisica e psichica nonché un coinvolgimento positivo nelle attività sociali. I risultati sulla depressione sono meno definitivi, ovvero non tutti gli adolescenti depressi migliorano, ma qui entra in gioco la diagnosi di base.
𝗔𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗱 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲𝗶, è 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗶 𝗱𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗶 𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝘀𝗶𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲?
È interessante notare che i cambiamenti che avvengono nelle persone, a seconda delle stagioni, sono indipendenti dalla latitudine, vale cioè dal Polo nord o sud all’Equatore, e che a questo contribuiscono in minima parte fattori biologici e genetici, e in massima parte fattori educativi, culturali e sociali. È su questi, che bisogna agire per promuovere il benessere, prendendo coscienza di una serie di informazioni importanti di cui le persone non sono ancora del tutto consapevoli, ad esempio che la primavera può favorire un’attitudine e una predisposizione positive verso gli altri, con un conseguente miglioramento dell’umore stesso. Questo è ancora più vero per gli adolescenti, che spesso sono preoccupati per la promozione di fine anno scolastico, elemento che è una delle maggiori cause di disturbi ansioso-depressivi, somatizzazioni ed emicrania.
La primavera che anticipa le vacanze estive è benefica per ragioni psicologiche e anche per il cambiamento di stile di vita, il maggior movimento, la migliore alimentazione e le nuove amicizie.
𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶?
– Favorire l’esplorazione dell’ambiente esterno in generale. La primavera stimola il desiderio di scoperta e apertura verso il nuovo, processo che porta all’autonomia;
– Promuovere e valorizzare il contatto con la natura. Invogliare i ragazzi a trascorrere tempo e fare sport immersi nella natura può offrire un’occasione di un benessere profondo e duraturo;
– Accogliere le mutevoli emozioni dei figli. La primavera può risvegliare emozioni intense e ambivalenti. Essere aperti e disponibili all’ascolto, accogliere le inquietudini, le riflessioni, le fantasie e le speranze dei figli senza giudicarli;
-Aiutare i figli adolescenti a dare un significato alle proprie esperienze e alle trasformazioni interiori che stanno vivendo. Il dialogo aperto e rispettoso favorisce la costruzione di un’identità più consapevole e solida. Farlo mentre si fanno insieme gite all’aperto, senz’altro aiuta;
– Sostenere i figli nel frequentare gli amici. Gli adolescenti vivono un periodo esistenziale in cui le relazioni con i ragazzi della loro età, sono centrali. I genitori possono “facilitare” queste esperienze, accogliendo il bisogno di socializzare, offrendo anche spazi e momenti di condivisione, senza essere troppo intrusivi;
-Osservare i figli e cercare di capire se in caso di ansia o umore depresso migliorano con l’arrivo della buona stagione o se restano invariati o se peggiorano. In caso di persistenza troppo lunga o di peggioramento, è consigliabile consultare uno specialista e psicoanalista per una consulenza per aiutare i figli a stare meglio.